Dazi aggiuntivi all’import per alcuni prodotti in Turchia

La Turchia ha introdotto un dazio aggiuntivo all’importazione per determinati prodotti, con regolamento 2017/1096 del 14 dicembre 2017 entrato in vigore il 13 gennaio 2018.
Con tale provvedimento si concretizza maggior vigilanza sui beni importati, in particolare con impatto sull’importazione dei beni prodotti fuori dall’Unione Europea ma esportati verso la Turchia tramite l’UE.
In sostanza gli operatori economici che producono in determinati Paesi non appartenenti all’UE e con i quali la Turchia …Leggi tutto

Il Perfezionamento Passivo

Cos’è

Il perfezionamento passivo è uno dei regimi speciali, previsto e innovato dal Codice Doganale dell’Unione (CDU) Regolamento UE 952/2013 agli artt. 259-262 e dal Regolamento Delegato (RD) UE 2446/2016 agli artt. 242-243.

Il Codice Doganale prevede che “Nel quadro del regime di perfezionamento passivo, merci unionali possono essere temporaneamente esportate dal territorio doganale dell’Unione per essere sottoposte a operazioni di perfezionamento. I prodotti trasformati risultanti da tali merci possono essere immessi in libera pratica in esenzione totale o parziale dai dazi all’importazione su richiesta del titolare dell’autorizzazione o di qualsiasi persona stabilita nel territorio doganale dell’Unione, purché essa abbia ottenuto il consenso del titolare dell’autorizzazione e le condizioni di quest’ultima siano soddisfatte.”

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Scivolone in Dogana? Si può rimediare col ravvedimento operoso

Cos’è
Il ravvedimento operoso è uno strumento utilizzabile dal contribuente per regolarizzare spontaneamente le violazioni, omissioni o irregolarità fiscali commesse, potendosi perciò avvalere di una riduzione della sanzione irrogabile dall’Agenzia fiscale.
Previsto in origine per i soli tributi dell’Agenzia delle Entrate, è divenuto applicabile anche ai tributi doganali e alle accise, gestiti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a seguito delle ultime modifiche dell’art. 13 del D.Lgs 472/1997.
Anche la circolare dell’Agenzia delle …Leggi tutto

Termine breve per la prova tardiva dell’esportazione ai fini IVA

Le operazioni interessate e il termine di resa EXW
Il D.P.R. 633/1972 prevede che le cessioni con trasporto o spedizione fuori del territorio dell’UE entro 90 giorni dalla consegna, a cura del cessionario non residente o per suo conto risultino cessioni all’esportazione non imponibili ai fini IVA (art. 8, lettera b).
Rientrano nel caso in questione le vendite a clienti extra UE con termine di resa EXW o “franco fabbrica”, incoterm molto …Leggi tutto

Transfer pricing e valore in dogana: la Corte di Giustizia si esprime

Due facce della stessa medaglia
Il valore doganale delle merci è un elemento fondamentale per il corretto svolgimento degli scambi internazionali.
In un rapporto transfrontaliero, l’evento “importazione/acquisto” si riflette sia sulla fiscalità doganale del compratore (con dazi e altre imposizioni tributarie nazionali applicate sul valore dichiarato della merce) che sulla determinazione ai fini delle imposte dirette.
Quando poi il rapporto transfrontaliero coinvolge due soggetti collegati, ci sono ad esempio più imprese dello stesso …Leggi tutto

Cessioni all’esportazione di beni in conto lavorazione e plafond Iva: per la Cassazione è no

La Corte di Cassazione, sez. V, 30 novembre 2017, n. 28709 si è pronunciata in caso di esportazioni in conto lavorazione e sulla loro non computabilità nella formazione del plafond IVA.
I fatti del processo
La società contribuente propone ricorso alla competente Commissione Tributaria Provinciale umbra, impugnando due avvisi di rettifica IVA per gli anni 1996 e 1997, emessi dall’Amministrazione finanziaria in quanto l’azienda aveva qualificato come cessioni all’esportazione ex art. …Leggi tutto

Dual use, sanzioni per embarghi commerciali ed esportazioni di materiali proliferanti: riordino e semplificazione alla luce del D. Lgs n. 221/2017

Dal 1° febbraio è entrato in vigore il D. Lgs n. 221/2017, dando attuazione della delega al Governo per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni della normativa europea per il riordino e la semplificazione delle procedure di autorizzazione all’esportazione di prodotti e tecnologie a duplice uso e dell’applicazione delle sanzioni in materia di embarghi commerciali, nonché per ogni tipologia di operazione di esportazione di materiali proliferanti.

Spesso la disciplina sostanziale su materie di competenza UE è basata su regolamenti unionali, obbligatori in tutti i loro elementi e direttamente applicabili in ciascuno degli Stati membri, mentre le sanzioni sono lasciate alla disciplina nazionale, come in questo caso. Leggi tutto

…Ma dove vai se la certificazione non ce l’hai? I motivi per cui è necessaria l’autorizzazione AEO

Tutti ne parlano.

Sempre più spesso nei testi normativi, negli atti di prassi delle Agenzie fiscali e negli articoli dei più noti quotidiani di informazione giuridico-fiscale, troviamo che gli “operatori affidabili” o i “soggetti certificati” godono o godranno di corsie preferenziali per gli oneri e controlli da parte dell’Amministrazione fiscale.

Ciò avviene già per l’accesso agevolato alle semplificazioni doganali nel Codice Doganale dell’Unione, Reg. UE 952/2013, per gli A.E.O. Authorized Economic Operators, citati anche dall’Agenzia delle Entrate, nella recente Risoluzione 5/E,  quali soggetti affidabili come “estrattori” dai depositi IVA, e dunque esonerati dal dover prestare garanzia per le merci in uscita dal deposito

Scarica la Risoluzione 5/E, dall’Agenzia delle Entrate

Troviamo traccia dei “soggetti certificati” anche nel disegno del regime IVA definitivo UE, previsto dal 2021, per le operazioni intracomunitarie, con applicazione dell’aliquota nel Paese membro di destinazione, ovvero di consumo dei beni o servizi

https://www.ecnews.it/lo-status-soggetto-passivo-certificato-nel-regime-definitivo-delliva/

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